L’utilizzo della bioimpedenziometria diventa sempre tra i professionisti dello sport e della nutrizione. Ma cos’è questo strumento e come funziona? Vediamolo insieme!
Cos’è l’esame bioimpedenziometrico
L’esame bioimpedenziometrico è un esame indolore e non invasivo che viene effettuato per analizzare la composizione corporea di un soggetto. La tecnica della bioimpedenziometria, anche detta BIA (Body Impedance Analysis), si effettua tramite un’apparecchiatura elettronica a cui è collegato un software che analizza i dati ottenuti.
Cosa misura la bioimpedenziometria
La bioimpedenziometria sfrutta il passaggio di una debole corrente alternata per misurare l’acqua corporea; da questa misurazione si può ricavare la quantità di massa grassa, di massa magra e lo stato di idratazione. La BIA, infatti, si basa sul principio che i tessuti del corpo oppongono una diversa resistenza al passaggio di una corrente elettrica. Questo perché alcuni tessuti sono più ricchi d’acqua, che è un ottimo conduttore, e quindi faciliteranno il passaggio della corrente; altri tessuti più poveri d’acqua, invece, si comporteranno come degli isolanti.
In modo molto semplice, possiamo dire che l’acqua e gli elettroliti presenti nella porzione di massa magra conducono facilmente la corrente, mentre il tessuto adiposo, che è povero di acqua, ne ostacola il passaggio. Basandoci quindi su queste diverse caratteristiche è possibile stimare, con l’esame bioimpedenziometrico, i diversi compartimenti corporei.
Entrando più nello specifico, i parametri elettrici di base rilevati attraverso la BIA sono:
- Resistenza (Rz): esprime l’opposizione al passaggio della corrente elettrica da parte dei tessuti corporei, principalmente influenzata dal contenuto di acqua e sali.
- Reattanza (Xc): rappresenta la capacità delle membrane cellulari di immagazzinare e rilasciare energia elettrica.
- Impedenza (Z): è il risultato combinato di resistenza e reattanza, e indica l’opposizione complessiva al passaggio della corrente. La formula dell’impedenza è la seguente:

- Angolo di fase (PA): deriva dal rapporto tra reattanza e resistenza, ed è un indicatore della qualità delle cellule; valori più alti suggeriscono una buona integrità cellulare. Il PA viene sfruttato anche per valutare lo stato nutrizionale del soggetto.
A cosa serve l’esame bioimpedenziometrico
La bioimpedenziometria è uno strumento prezioso per comprendere a fondo la composizione corporea di una persona, andando ben oltre il semplice numero sulla bilancia. Nella pratica nutrizionale, viene utilizzata per valutare in modo preciso la quantità di massa magra, massa grassa e stato di idratazione, offrendo così un quadro dettagliato dello stato fisico e metabolico del paziente.
In particolare dall’esame bioimpedenziometrico possiamo rilevare i seguenti parametri:
Compartimenti idrici
- Acqua corporea totale (TBW): quantità totale di acqua presente nel corpo.
- Acqua intracellulare (ICW): acqua contenuta all’interno delle cellule, fondamentale per le funzioni metaboliche.
- Acqua extracellulare (ECW): acqua presente all’esterno delle cellule, inclusa nel plasma e nei fluidi interstiziali.
Composizione corporea
- Massa grassa (FM): quantità totale di grasso corporeo.
- Massa magra (FFM): tutti i componenti corporei escluso il grasso, inclusi muscoli, ossa, organi e fluidi.
- Massa muscolare (MM): porzione della massa magra costituita da tessuto muscolare.
- Massa cellulare (BCM): i tessuti formati dalle cellule metabolicamente attive, indicativa del metabolismo basale.
- Massa extracellulare (ECM): componenti non cellulari della massa magra, come tessuto connettivo e osseo.
Queste informazioni sono particolarmente utili per impostare piani alimentari personalizzati, monitorare i progressi durante un percorso di dimagrimento, migliorare la performance sportiva o valutare il recupero in situazioni di malnutrizione o patologie. Inoltre, ciò permette di distinguere se la perdita di peso è causata principalmente dalla perdita della massa grassa piuttosto che da una riduzione della massa muscolare o da una semplice variazione di liquidi, aiutando così ad evitare interpretazioni superficiali dei cambiamenti corporei.
Un altro utilizzo della BIA è la stima del metabolismo basale, che viene calcolato tramite delle formule partendo dai dati ottenuti sulla massa cellulare attiva (BCM). Il metabolismo basale è usato poi per definire il fabbisogno energetico giornaliero e pianificare strategie nutrizionali su misura.
Come funziona l’esame bioimpedenziometrico
L’esame bioimpedenziometrico è semplice, rapido e completamente indolore. Il paziente si sdraia su un lettino in posizione supina e dopo aver deterso leggermente la pelle, si applicano quattro elettrodi adesivi: due sul dorso della mano e due sul dorso del piede, sul lato dominante del paziente (quindi a destra per chi è destrorso e a sinistra per chi è mancino). Una volta avviato, lo strumento invia una corrente elettrica impercettibile a bassa intensità e ad alta frequenza che attraversa il corpo, permettendo di rilevare i dati necessari per analizzare la composizione corporea. Durante la misurazione è importante restare immobili e rilassati per garantire la precisione del risultato. Al termine, il professionista interpreta i dati ottenuti.
Tutti possono effettuare l’esame bioimpedenziometrico?
L’esame bioimpedenziometrico è generalmente sicuro per la maggior parte delle persone, ma esistono alcune controindicazioni relative. L’esame non è indicato per portatori di pacemaker o di dispositivi elettronici impiantati, in quanto la corrente, seppur minima, potrebbe interferire con il funzionamento del dispositivo.
Nelle donne in gravidanza, per prudenza, si evita l’utilizzo di corrente elettrica, anche se di bassissima intensità, quindi anche in questo caso è sconsigliato effettuare l’esame.
C’è una preparazione da effettuare prima dell’esame bioimpedenziometrico?
Sì, per garantire la massima precisione dei risultati, è importante seguire alcune accortezze prima di sottoporsi all’esame. Si tratta di indicazioni pratiche che riguardano, ad esempio, l’alimentazione, l’idratazione e l’attività fisica nelle ore precedenti; nulla di complicato, ma è molto importante rispettare tutte le indicazioni ai fini di avere un risultato più vicino possibile a quello reale. Sarà il professionista a fornire tutte le istruzioni necessarie, spiegandole con attenzione durante il colloquio iniziale, così da assicurare una misurazione corretta e veritiera.
Quanto è accurato l’esame bioimpedenziometrico?
È molto importante sottolineare che i dati forniti dalla bioimpedenziometria rappresentano una stima della composizione corporea, e non una misurazione assoluta. Come tutte le metodiche utilizzate nella pratica clinica, come ad esempio la plicometria, la DEXA o la calorimetria indiretta, anche la BIA ha un margine di variabilità rispetto ai valori reali, influenzato da fattori individuali e condizioni di esecuzione.
Tuttavia, pur non essendo infallibile, si tratta di uno strumento affidabile e validato scientificamente, soprattutto quando viene utilizzato da professionisti qualificati e in modo standardizzato. Inserita in un contesto di valutazione globale, la BIA è in grado di offrire informazioni estremamente utili per impostare interventi personalizzati e monitorare i cambiamenti nel tempo con coerenza e continuità.
Riferimenti e approfondimenti: