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Tessuto adiposo e rischio cardiovascolare

Indice

In biologia, un tessuto è un insieme di cellule specializzate in una particolare funzione. In questo articolo, vedremo in dettaglio uno dei tessuti presenti nel nostro corpo: il tessuto adiposo.

 

Cos’è il tessuto adiposo

Il tessuto adiposo è un tessuto che funge da riserva energetica per l’organismo ed è costituito da cellule adipose, dette anche adipociti, che immagazzinano i grassi (lipidi) in forma di trigliceridi.

Quando il nostro corpo ha bisogno di energia, utilizza i trigliceridi immagazzinati nel tessuto adiposo, i quali vengono rilasciati sottoforma di glicerolo più acidi grassi.

I grassi utilizzati vengono poi recuperati attraverso l’alimentazione. Se mangiamo una quantità di lipidi o di carboidrati superiore a quella che consumiamo, il tessuto adiposo andrà ad aumentare, viceversa se prendiamo più energia dal tessuto adiposo rispetto a quella reintrodotta,  il tessuto adiposo si andrà a ridurre.

 

Ipertrofia e iperplasia

L’aumento del tessuto adiposo può avvenire in due modi:

  • Iperplasia: aumenta il numero di adipociti all’interno del tessuto
  • Ipertrofia: il numero di adipociti rimane lo stesso, ma questi aumentano di dimensione

L’iperplasia si verifica soprattutto nella fase dell’infanzia, mentre negli adulti, solitamente, l’aumento del grasso è sostenuto da una condizione di ipertrofia.

 

Funzioni del tessuto adiposo

Nonostante la funzione principale del tessuto adiposo sia quella di costituire una riserva energetica per l’organismo, ci sono altre funzioni ugualmente importanti a cui è deputato il tessuto adiposo:

  • Isolamento termico:  soprattutto il grasso sottocutaneo, agisce come una barriera termica, riducendo la dispersione di calore e aiutando a mantenere una temperatura corporea stabile.
  • Supporto meccanico: funge da cuscinetto protettivo per organi vitali e articolazioni. Ad esempio, il grasso presente intorno ai reni e sotto la pianta dei piedi assorbe gli urti e riduce il rischio di danni meccanici.
  • Aumento della temperatura corporea: il tessuto adiposo bruno (o grasso bruno) è specializzato nella produzione di calore attraverso la termogenesi, un processo in cui le cellule adipose brune “bruciano” lipidi per generare calore. Questo meccanismo è fondamentale nei neonati e negli animali ibernanti per mantenere la temperatura corporea.
  • Funzione endocrina: è stato scoperto che questo tessuto costituisce anche un organo endocrino attivo in quanto può secernere ormoni e citochine. Secerne ad esempio la leptina (che regola il senso di sazietà) e l’adiponectina (che migliora la sensibilità all’insulina).
  • Ruolo nei meccanismi infiammatori: è stato riconosciuto che i macrofagi (cellule del sistema immunitario coinvolte nella difesa dell’organismo) hanno sede anche nel tessuto adiposo. Questi determinano la secrezione di citochine infiammatorie, come TNFα e IL-6. In caso di obesità, si ha un aumento dei livelli circolanti di questi fattori derivati dai macrofagi, ciò porta a uno stato infiammatorio cronico a bassa intensità che è stato collegato allo sviluppo della resistenza all’insulina e al diabete.

 

Tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno

Nell’organismo si possono trovare il tessuto adiposo bianco e il tessuto adiposo bruno.

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Struttura dell’adipocita

Il tessuto adiposo bianco, definito anche giallo o secondario, rappresenta quasi la totalità della massa grassa nell’adulto. E’ costituito da cellule altamente specializzate per immagazzinare i trigliceridi: le componenti necessarie della cellula sono raggruppate da una parte e tutta la restante area della cellula raccoglie i trigliceridi riuniti a formare un grande ammasso oleoso.

Oltre a fare da riserva energetica, il tessuto adiposo bianco esercita tutte le funzioni sopraelencate tranne quella legata all’aumento della temperatura corporea.

Il tessuto adiposo bruno, o primario, è presente in buona parte nel neonato (costituisce il 2% del peso corporeo). Esso è chiamato così per la sua colorazione scura data da pigmenti che si trovano nelle cellule; viene perso man mano durante la crescita e sostituito da tessuto adiposo bianco. Nell’adulto il tessuto adiposo bruno costituisce una piccolissima percentuale e le cellule che lo compongono sono sparse all’interno di quelle del tessuto bianco.

La funzione principale del tessuto adiposo bruno è utilizzare il grasso in esso contenuto per produrre calore e mantenere la temperatura corporea. Questa funzione non è molto rilevante nelle persone adulte, data la scarsa quantità di grasso bruno di cui essi dispongono; assume invece importanza nei neonati e nei cuccioli, oltre che in varie specie animali.

Distribuzione del tessuto adiposo

Il tessuto adiposo può essere distribuito in diversi modi negli individui. In particolare troviamo due principali distribuzioni, quella di tipo ginoide e quella di tipo androide:

  • Distribuzione ginoide: il grasso è prevalentemente localizzato nella parte bassa del corpo, quindi a livello dei fianchi e delle cosce, in forma di grasso sottocutaneo. Questa conformazione viene detta “a pera” ed è prevalente nelle donne.
  • Distribuzione androide: il grasso è prevalentemente localizzato nel giro-vita in forma di grasso viscerale. Questa conformazione viene detta “a mela” ed è prevalente negli uomini.

 

tessuto adiposo_androide e ginoide

 

Fattori di rischio cardiovascolare correlati alla distribuzione del grasso corporeo

Il rischio cardiovascolare determina la probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari. L’obesità rappresenta un fattore di rischio, in quanto i trigliceridi in eccesso vengono immessi in parte nel circolo sanguigno e possono influire sulla corretta funzionalità di questo. Si possono quindi creare lesioni arteriose, placche ateromatose, restringimenti e ostruzioni parziali. Nei casi più gravi ciò può portare allo sviluppo di trombi, ipertensione, ictus o infarti del miocardio.

E’ stato visto che il grasso viscerale localizzato nell’area addominale è un fattore di rischio molto più significativo rispetto al grasso localizzato in altre sedi. Un soggetto con una distribuzione di tipo androide, quindi, presenterà un rischio più elevato di patologie cardiovascolari.

La distribuzione del grasso corporeo non è l’unico fattore di rischio. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha messo a punto una carta per stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, sulla base di sei fattori di rischio: sesso, diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia. La carta del rischio cardiovascolare contiene una tabella con diverse categorie di rischio ed è consigliato che venga usata dal medico e non in autonomia.

E’ possibile effettuare anche un calcolo  del rischio cardiovascolare dallo stesso portale dell’ISS, che prende in considerazione otto fattori di rischio: sesso, età, diabete, abitudine al fumo, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, colesterolemia HDL e trattamento anti-ipertensivo. Anche questo calcolo deve essere effettuato dal medico e non autonomamente.

 

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