plicometria

La plicometria

Indice

In questo articolo, vediamo insieme un’altra tecnica utilizzata per avere un’idea della composizione corporea: la plicometria.

 

Cos’è la plicometria e a cosa serve

La plicometria è una tecnica di misurazione utilizzata per la valutazione del grasso corporeo. Si basa sul principio che lo spessore del grasso sottocutaneo è proporzionale al grasso totale presente nel corpo. Misurando con un opportuno strumento lo spessore del grasso sottocutaneo in determinati punti, è possibile calcolare la percentuale di grasso corporeo, dunque la massa grassa, utilizzando delle equazioni validate.

Dalla massa grassa è possibile poi ricavare per differenza dal peso corporeo la percentuale di massa magra, per cui si potrà avere una stima della composizione corporea dell’individuo.

Lo strumento utilizzato per la misurazione è chiamato plicometro e le porzioni di grasso che vengono misurate sono definite pliche cutanee.

 

Com’è fatto il plicometro

plicometro_plicometria

Il plicometro è una sorta di pinza con una scala graduata. In commercio se ne possono trovare varie tipologie, ma essenzialmente il plicometro è costituito da un calibro a molla le cui estremità esercitano una pressione costante. La scala graduata misura lo spessore del grasso sottocutaneo in millimetri. La pressione costante di 10g/mm ² e la corretta taratura dello strumento sono fondamentali per ottenere un dato quanto più vicino a quello reale. E’ quindi importante che lo strumento sia controllato e verificato periodicamente.

Come avviene la misurazione

Per la misurazione tramite plicometria si prendono in considerazione le  pliche cutanee poste in determinati punti del corpo, definiti punti di repere.

Solitamente si misurano 3, 4, 7 o più pliche, a seconda del metodo utilizzato. Il professionista afferra con due dita un piccolo spessore di pelle e tessuto adiposo, allontanandolo dal muscolo. Lo strumento viene posizionato sulla plica e viene letto il valore in millimetri.

Questa tecnica non è dolorosa  e dura generalmente pochi minuti. E’ fondamentale che l’operatore che esegue la misurazione sia ben formato e rispetti le corrette linee guida per fare in modo che non ci siano errori di misura che darebbero risultati falsati.

I valori ottenuti vengono inseriti in formule specifiche per stimare la percentuale di grasso corporeo totale. Tra le equazioni validate troviamo le seguenti: Durnin e Womersley, 1974; Jackson e Pollock, 1985; Slaughter et al., 1988; Lohman, 1986. L’articolo “Correction equations to estimate body fat with plicometer WCS dual hand” riporta un esempio di valutazione delle varie equazioni.

 

Pliche cutanee e punti di repere

In base alle equazioni utilizzate, possono essere scelte da 3 a 7 pliche cutanee in diversi punti di repere. Le pliche misurate possono essere le seguenti:

plicometria_pliche cutanee

  • Plica Tricipitale: è situata sulla parte posteriore del braccio e misura lo spessore del grasso sottocutaneo nella regione del tricipite.
  • Plica Sottoscapolare: si rileva sotto l’angolo inferiore della scapola, con un’inclinazione di circa 45° rispetto all’asse longitudinale del corpo.
  • Plica Sovrailiaca: è localizzata sopra la cresta iliaca, in obliquo, nella parte laterale del tronco. E’ utile per stimare il grasso addominale.
  • Plica Pettorale: viene misurata nella regione toracica, a metà strada tra il capezzolo e la parte superiore dell’ascella negli uomini; nelle donne viene presa in una posizione simile ma adattata alla morfologia del corpo.
  • Plica Ascellare: è posizionata lungo la linea ascellare media, all’altezza della settima costola, e fornisce una misura del grasso sottocutaneo toracico.
  • Plica Addominale: si trova a circa 2 cm lateralmente all’ombelico e valuta l’accumulo adiposo nella zona centrale del corpo.
  • Plica Quadricipitale: è rilevata sulla parte anteriore della coscia, a metà tra l’inguine e la rotula, misura il grasso sottocutaneo nella regione del quadricipite.

 

Variabili che possono influenzare i dati nella plicometria

Come le altre metodiche utilizzate per effettuare l’analisi della composizione corporea, la plicometria ci fornisce una stima della percentuale di grasso corporeo, da cui ricaviamo una stima della massa grassa e della massa magra. I dati ottenuti, dunque, non equivalgono perfettamente a quelli reali. Per avere il massimo dell’accuratezza bisogna ridurre al massimo tutte le variabili che possono portare ad errori di misurazione. Vediamo quali sono:

  • Formazione dell’operatore: come già detto, è importante che l’operatore che prende le misure sia stato adeguatamente formato. A volte in base alla corporatura del soggetto, può essere molto difficile isolare le pliche cutanee dal muscolo sottostante, per cui l’abilità e la manualità dell’operatore saranno assolutamente rilevanti per ottenere dei risultati affidabili.
  • Funzionalità del plicometro: è importante verificare periodicamente la corretta funzionalità dello strumento. Inoltre, essendoci variabilità tra diversi strumenti, è opportuno utilizzare sempre lo stesso plicometro per le misurazioni periodiche che servono a monitorare i progressi del paziente.
  • Stato di idratazione del paziente: non occorre che il soggetto che si sottopone alla plicometria effettui una particolare preparazione, tuttavia una buona idratazione del paziente aiuta ad ottenere una miglior compressione del grasso sottocutaneo e quindi un risultato più veritiero. E’ perciò poco opportuno effettuare la plicometria quando potrebbe esserci una parziale disidratazione, ad esempio appena dopo aver fatto allenamento o attività che causano eccessiva sudorazione.
  • Caratteristiche del tessuto adiposo sottocutaneo del paziente: a volte questo può essere molto resistente alla compressione oppure può avere uno spessore che supera la massima apertura del calibro.

 

Altri metodi di misura per l’analisi della composizione corporea

Oltre alla plicometria, nella pratica clinica possono essere utilizzate altre tecniche che in alcuni casi risultano più accurate e precise. Tra queste la più diffusa al giorno d’oggi è sicuramente la bioimpedenziometria, anche se in vari studi clinici viene utilizzata anche la calorimetria indiretta. La calorimetria diretta invece, che è sicuramente una delle metodiche più accurate, viene utilizzata al di fuori della pratica clinica dato che richiede costi maggiori ed è meno pratica da eseguire.

 

Riferimenti e approfondimenti:

  • Zonatto HA, Ribas MR, Simm EB, Oliveira AG, Bassan JC. Correction equations to estimate body fat with plicometer WCS dual hand. Res Biomed Eng. 2017; 33(4):. DOI: 10.1590/2446-4740.01117
  • Manuale di Nutrizione Applicata V edizione : Riccardi, Pacioni, Giacco, Rivellese. 2021, Idelson Gnocchi

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